Caratteristiche e potenzialità delle piattaforme e-learning per l’apprendimento delle lingue. Estate 2005

01 February 2006
Caratteristiche e potenzialità delle piattaforme e-learning per l’apprendimento delle lingue. Estate 2005

L’articolo illustra le riflessioni che hanno portato un Centro Linguistico universitario a individuare le caratteristiche di una piattaforma e-learning in grado di gestire ed erogare corsi on-line per l’apprendimento delle lingue.

Attraverso una serie di analisi e ricerche su piattaforme presenti nel mondo open-source e sul mercato (la ricerca è stata effettuata fra aprile e luglio 2005), sono stati stabiliti criteri e caratteristiche fondamentali per un apprendimento linguistico efficace, tra i quali la flessibilità, l’usabilità, e l’interoperabilità. Particolare attenzione è stata rivolta anche a elementi tecnici, legati agli standard internazionali, come ad esempio la possibilità di comunicazione tra learning objects e piattaforma e il conseguente tracciamento approfondito delle attività e dei risultati ottenuti dagli studenti.

La ricerca, che verrà replicata con gli aggiornamenti necessari fra sei mesi, è stata condotta mettendo insieme sensibilità ed esperienze di tre soggetti differenti quali un tecnico informatico sistemista ed esperto in programmazione applicata alla didattica delle lingue (Preti), una progettista ed esperta in Communication and Information Technology (Monti Bonafede) e un linguista esperto in nuove tecnologie e pratiche glottodidattiche (San Vicente).

Obiettivi della ricerca
L’obiettivo generale dello studio è quello di mostrare lo stato di avanzamento delle ricerche del CLIRO (Centro Linguistico dei Poli Scientifico-Didattici della Romagna) in materia di e-learning. Nel corso degli anni, infatti, il Centro Linguistico ha investito sempre più risorse nello sviluppo di nuovi contesti di apprendimento e di insegnamento per sfruttare le numerose opportunità offerte dalle nuove tecnologie 1.

Il presente studio si concentra su un ambito specifico della ricerca, quello delle piattaforme tecnologiche per la gestione di corsi di formazione a distanza (o in modalità e-learning). Verranno illustrate le valutazioni e le riflessioni che ci hanno condotto nell’individuazione di una specifica piattaforma tecnologica a supporto della formazione linguistica on-line.

Grazie al rapido avanzamento della tecnologia, l’inclusione di strumenti dell’informazione e della comunicazione in percorsi di formazione linguistica assistita dal computer (CALL, Computer Assisted Language Learning) costituisce una sfida per migliorare la qualità dell’apprendimento. Gli sviluppi tecnologici e in particolare la sempre crescente diffusione di Internet hanno prodotto un grande cambiamento nelle attività formative, arrivando anche a modificare le modalità di apprendimento/insegnamento di numerose discipline, tra cui anche le lingue straniere (Levy, 1997; Cameron, 1998; Lavid, 2005).

Innumerevoli studi dimostrano 2 che attraverso un uso ponderato e ben progettato della tecnologia è possibile arricchire le esperienze formative ed espanderne le possibilità. Non è da trascurare pertanto la sempre crescente importanza che gioca la rete: stiamo assistendo a una sorta di “migrazione” dei programmi di apprendimento linguistico fruibili attraverso il proprio PC in locale (CD ROM, DVD, ecc) verso applicazioni che si basano interamente sul web (questo è possibile anche grazie alla diffusione di standard condivisi a livello mondiale come ad esempio l’XML).

Tuttavia, ricercatori, docenti o chiunque si interessi a questo particolare ambito della formazione linguistica si trova a dover fare i conti con un problema serio: gli strumenti e le soluzioni per la creazione, gestione ed erogazione di formazione a distanza sono moltissimi e le tipologie svariate. Non solo vi è una ampia gamma di opzioni tra le quali è spesso difficile districarsi, ma spesso non è ben chiaro come, una volta selezionati, questi strumenti possano essere adoperati, né quali siano i metodi e le strategie per utilizzarli al meglio (Glew, 2003).

Premesse didattico metodologiche
Prima di procedere in modo più approfondito su questioni di tipo tecnico, è opportuno soffermarsi su alcune riflessioni didattico-metodologiche necessarie per un’adeguata pianificazione di qualsiasi progetto di e-learning (Monti, 2005).

In primo luogo, non bisogna dimenticare che un buon progetto di formazione a distanza deve basarsi su contenuti efficaci e su una buona progettazione degli stessi, tenendo sempre presente le particolari necessità dei discenti. Pertanto, fare tesoro di tutto ciò che si conosce su teoria e pratica dell’insegnamento/apprendimento linguistico è il primo passo verso il difficile compito di definire l’ambiente di apprendimento più adatto ed efficace in base agli obiettivi da conseguire.

In secondo luogo, è importante avere ben chiaro quale tipologia di e-learning si vuole adottare (Ranieri, 2005) 3 . Come affermava anche Trentin (2003), è fondamentale essere in grado di stabilire innanzitutto, nei suoi termini, il modello di e-learning che si intende mettere in atto. Ad esempio, un modello basato sull’autoistruzione, e quindi sull’uso di materiali strutturati, richiederà tecnologie specifiche per la produzione di e-content; invece, un approccio basato sui gruppi di apprendimento richiederà tecnologie con funzionalità ad hoc per l’interazione di gruppo (oltre, naturalmente, alle figure professionali specifiche per l’una o per l’altra opzione). E’ evidente quindi che, dal punto di vista prettamente operativo, la definizione del modello influisce in modo determinante sulla scelta delle tecnologie che dovranno essere a loro volta adatte alla tipologia di e-learning che si intende adottare.

Come suggerisce l’ANEE (Associazione Nazionale Editoria elettronica), il tipo di approccio che sembra meglio rispondere alle esigenze degli studenti e meglio adattarsi ai nuovi media utilizzati è quello di considerare l’e-learning come una metodologia di insegnamento e apprendimento che coinvolge sia il prodotto sia il processo formativo. L’ANEE propone la seguente definizione:

L’e-learning è una metodologia di insegnamento e apprendimento che coinvolge sia il prodotto sia il processo formativo. Per prodotto formativo s’intende ogni tipologia di materiale o contenuto messo a disposizione in formato digitale attraverso supporti informatici o di rete. Per processo formativo s’intende invece la gestione dell’intero iter didattico che coinvolge gli aspetti di erogazione, fruizione, interazione, valutazione (www.anee.it).

Secondo tale approccio, lo studente assume un ruolo attivo e si privilegiano sia le esperienze di apprendimento collaborativo, sia una formazione integrata aula – rete (blended).

Seguendo quest’ottica, l’approccio metodologico adottato per l’apprendimento linguistico presso il CLIRO, è quello del blended learning (Anzalone e Caburlotto, 2004). La visione di e-learning per l’apprendimento delle lingue che sembra meglio rispondere alle necessità ed esigenze degli studenti è quella che vede lo studente al centro del processo di formazione (learner-centered). Quindi, attraverso esperienze di tipo collaborativo, e una formazione blended, si intendono sfruttare i vantaggi dei diversi modelli didattici (tradizionale e virtuale) e rendere il percorso linguistico on-line ricco di stimoli e motivazione all’apprendimento.

All’interno di un paradigma di tipo costruttivista, le nuove tecnologie hanno assunto particolare rilevanza e la teoria che lo fondamenta (Vygotskij, 1978) sembra aver trovato nella rete lo strumento adatto per la costruzione cooperativa/collaborativa del sapere. L’interattività all’interno di corsi on-line rimane tuttavia un punto cruciale: il successo di corsi in e-learning si ha quando gli studenti riescono a essere partecipanti attivi e a imparare attraverso un approccio collaborativo. In particolare, nell’apprendimento linguistico, l’interazione sociale (interazione studente/docente e studente/studente) diventa fondamentale per lo sviluppo di competenze comunicative. Lo svolgimento di attività di apprendimento linguistico basate sull’utilizzo di strumenti per l’interazione (sia sincrona che asincrona) permette un ulteriore approfondimento di questa possibilità.

Del resto, i progetti di certificazione e alfabetizzazione linguistica odiernamente sviluppati si inseriscono in un contesto di apprendimento caratterizzato da un ampio ventaglio di interessi culturali e obiettivi professionali. In linea con quanto indicato nel "Quadro comune di riferimento" (noto anche come Framework), per i percorsi di apprendimento linguistico del CLIRO sono stati definiti livelli linguistici secondo le competenze comunicative proposte dal Consiglio d’Europa.

Sulla base delle premesse illustrate, diventano pertanto diversi gli elementi costitutivi di un sistema di e-learning per l’apprendimento linguistico, e sono tutti indispensabili e rilevanti per una buona riuscita dell’azione formativa. In sintesi, gli elementi portanti di un corso on-line sono:

  • contenuti strutturati e/o materiali;
  • collaborazione e interazione all’interno delle comunità virtuali;
  • attività di monitoraggio, feedback;
  • attività di assessment e evaluation;
  • strumenti tecnologici.


Proprio quest’ultimo elemento è stato l’oggetto della ricerca, con l’obbiettivo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento e stimolare chi, come noi, si è trovato a dover effettuare delle scelte tecniche, che tuttavia giocano un ruolo importante anche dal punto di vista didattico – metodologico. E’ facile intuire come la scelta di strumenti tecnologici adeguati possa diventare un fattore critico per il successo di un progetto e-learning. Sicuramente non costituisce l’unico elemento determinante; tuttavia può contribuire in modo decisivo alla buona riuscita o meno del processo di formazione.

Ambienti tecnologici per la didattica

Come già accennato, lo studio si è concentrato sulla ricerca di una piattaforma e-learning che fosse in grado di rispondere a quelle che sono le particolari esigenze per l’apprendimento delle lingue straniere di un Centro Linguistico come il nostro, che deve rispondere al notevole impegno imposto dalla riforma degli studi universitari la quale prevede per tutte le facoltà un livello soglia di apprendimento (B1) e la possibilità di ulteriori approfondimenti settoriali (B2).

Ma cosa si intende esattamente per piattaforma? È un termine che spesso viene usato in modo generico per indicare una serie di strumenti tecnologici di diverso tipo e con funzioni diverse. Per quanto riguarda l’e-learning, una piattaforma è uno strumento tecnologico a supporto della formazione a distanza, ovvero un software per l’erogazione di contenuti didattici e la gestione di corsi on-line. Con un software di questo tipo è possibile gestire l’intero processo di formazione: dalla creazione dei contenuti, alla loro erogazione e fruizione, alle attività di monitoraggio e feedback fino ad arrivare alla valutazione delle competenze/conoscenze acquisite dal corsista (assesment) o alla valutazione del processo formativo (evaluation).

Tuttavia più che come un software, sarebbe più consono concepire la piattaforma come un Ambiente Virtuale di Apprendimento (AVA), uno spazio da “abitare” e frequentare per le attività di studio e di comunicazione. In questo modo diventa facile comprenderne appieno il valore aggiunto del suo utilizzo. Inoltre, rispetto a un semplice sito web che mette a disposizione una serie di contenuti didattici, una piattaforma e-learning – indipendentemente da quanto sia sofisticata – funziona come un ambiente in cui i discenti effettuano attività legate sia al corso (studio individuale) sia alla community (apprendimento collaborativo) poiché offre tutta una serie di servizi integrati (chat, forum, scambio di file, anche audio, audio/video conferenza, ecc), difficilmente disponibili in un semplice sito web.

In particolare una piattaforma deve permettere di:

  • gestire utenti (iscrizioni di docenti, tutor e studenti, creazione di gruppi, ecc.);
  • gestire contenuti didattici e oggetti didattici (pagine HTML e learning objects);
  • gestire voti e risultati (funzionalità per il tracciamento delle attività, pagelle, report, e così via);
  • monitorare l'attività degli utenti (possibilità di fornire feedback);
  • gestire l'interazione degli utenti (strumenti di comunicazione e collaborazione quali forum, chat, scambio file, sia testuali che audio, audio e video conferenza, ecc).

Gli standard tecnologici

I moderni sistemi di gestione della formazione on-line seguono gli standard internazionali dell’e-learning, che permettono la riusabilità dei contenuti e l’interoperabilità tra le piattaforme stesse.

Con la grande crescita del mercato dell’e-learning in tutto il mondo, il proliferare delle risorse didattiche disponibili, così come degli strumenti per la creazione di contenuti e dei sistemi per la loro erogazione, hanno fatto emergere numerose problematiche. Come far sì che i contenuti didattici prodotti per un determinato sistema di formazione on-line possano essere erogati anche da altri sistemi o piattaforme? E, analogamente, come far sì che una piattaforma sia capace di gestire qualsiasi contenuto didattico esistente sul mercato? La risposta è l’interoperabilità, possibile grazie agli standard tecnologici.

I criteri e le caratteristiche dei Learning Management Systems (LMS) 4 in standard sono state messe a punto dal modello SCORM (Sharable Content Object Reference Model) dell’ADL (2004) 5 che, sebbene non sia un vero e proprio standard de jure, è un modello di riferimento per sviluppatori di piattaforme e per produttori di contenuti, ormai impostosi nel settore come standard de facto.

Si segnala che lo standard SCORM è citato come requisito tecnico per l’erogazione on-line di contenuti didattici anche nel Decreto Ministeriale emanato in Italia il 17 aprile 2003 6. L’ampia diffusione dello standard è ormai un fatto, come dimostrano i numerosi progetti e incentivi finanziari per un adeguamento a SCORM (ricordiamo il progetto e-learning dell’Università di Bologna che prevede lo sviluppo di una piattaforma aderente agli standard, Almachannel, e finanziamenti per lo sviluppo di contenuti in formato learning object).

Dal punto di vista didattico - metodologico un adeguamento agli standard presenta notevoli vantaggi: oltre a rendere possibile l’accesso a molti più materiali (più scelta formativa per studenti), si ha l’opportunità di costruire percorsi di apprendimento flessibili, personalizzabili e riutilizzabili in diversi contesti (per approfondimenti sugli standard e sui learning objects vedere Carnegie Mellon, 2003; CNIPA, 2004; Fini, Vanni, 2004). Inoltre, l’adozione di una piattaforma in formato standard mette a disposizione strumenti integrati all’interno dell’ambiente di apprendimento utili per il tracciamento delle attività e dei risultati degli studenti. Queste funzionalità costituiscono un valido supporto al docente per il monitoraggio puntuale dell’andamento della classe virtuale. Come indicato dal CNIPA (2004), attraverso il tracciamento, infatti, sono possibili attività di:


Valutazione dell’intervento formativo in termini di apprendimento, crescita delle competenze individuali e cambiamento organizzativo; Rimodulazione del piano formativo in base alle criticità rilevate nella fase di monitoraggio (CNIPA 2004: 27)


Tipologie e caratteristiche delle piattaforme

Esistono diverse tipologie di piattaforme e-learning: si va da sistemi molto semplici fino a sistemi estremamente complessi e articolati. Dopo aver assodato i vantaggi dell’utilizzo di una piattaforma (per approfondimenti vedere Giacomantonio, 2004 e Luciani, 2005), è necessario valutare i diversi strumenti disponibili e analizzarne le funzionalità, tenendo sempre presente le proprie esigenze formative.

Per una prima fase di orientamento è utile prendere in considerazione i diversi contributi teorici di coloro che si sono occupati di valutare e confrontare le caratteristiche degli ambienti di apprendimento, evidenziandone gli elementi cruciali da osservare attentamente al momento della selezione (Alvarado, 2004; Belyk & Feist, 2002; Benedetto, 2001; Hotrum, Ludwig & Baggaley, 2004; Román 2002). In sintesi, questi studi hanno messo in evidenza una serie di criteri per la valutazione del software educativo (costi, complessità, sicurezza, funzionalità, ecc.), e le diverse fasi per la selezione di un LMS, sottolineando la necessità di adottare strumenti semplici da usare.

In base alle diverse funzionalità offerte dalle piattaforme attualmente disponibili, va fatta una prima grande distinzione tra LMS e piattaforme collaborative. Nel primo caso si tratta di sistemi attraverso i quali è possibile gestire ed erogare contenuti in formato standard (i learning objects con le caratteristiche indicate da SCORM); nel secondo casi si tratta di sistemi che si limitano a offrire servizi per la comunicazione e l’interazione on-line (sincrona e asincrona) e sono utili principalmente per attività formative di tipo collaborativo. Le piattaforme collaborative (come ad esempio Synergeia) permettono lo scambio di materiali (ad esempio file di testo, presentazioni o PDF), ma non gestiscono learning objects. Per quanto riguarda il nostro Centro Linguistico, data la grande quantità di contenuti multimediali e interattivi già esistenti tra le risorse linguistiche, ci si è incamminati verso soluzioni in grado di gestirli ed erogarli, vale a dire su LMS. E’ doveroso ricordare comunque che ogni LMS include strumenti, più o meno avanzati per la comunicazione, l’interazione e la collaborazione on-line.

Un’altra grande distinzione in base però al tipo di software (o meglio al tipo di licenza o di distribuzione dello stesso) è quella tra piattaforme commerciali o proprietarie e piattaforme open-source. Mentre le prime sono distribuite da case produttrici, le seconde sono disponibili all’uso libero, ovvero la loro licenza permette l’accesso al codice sorgente e l’eventuale adattamento e modifica 7. La seconda opzione risulta particolarmente interessante per le organizzazioni che si occupano di formazione come le università e che intendono fare sperimentazione e ricerca in questo settore. Infatti, a differenza di prodotti commerciali, i software a ‘codice libero’ (o aperto) costituiscono una vera e propria risorsa, in quanto disponibili e accessibili da chiunque e nettamente vantaggiosi 8 se si pensa ai costi estremamente onerosi dei prodotti commerciali (ad esempio Blackborad o WebCT 9 (Brandl, 2005).

Il nostro studio ha ricoperto le due categorie, open-source e non, in modo da sperimentare e valutare per entrambe eventuali vantaggi e svantaggi.

Fasi della ricerca
Dato l’alto numero di strumenti e tecnologie oggi disponibili, per una prima fase di selezione si è ricorsi a studi e ricerche specifiche e di tipo tecnico già effettuati. Tra questi si citano in particolare l’utilissimo studio svolto dal centro di ricerca canadese The Commonwealth of Learning (Farrel, 2003) su 35 Learning Management Systems open-source, le ricerche svolte dall’Osservatorio Tecnologico per la scuola del MIUR nella pagina web dedicata all’e-learning, le schede analitiche messe a disposizione grazie al Progetto E.L.I.O.S. dell’Istituto regionale Ricerca Educativa della Lombardia (IRRE, 2004) e anche le analisi effettuate dall’E-learning LAB dell'Università di Bologna (Donati, Marabini, Guidi, 2004; Beccacece, 2005). Si tratta di studi che hanno svolto un’analisi tecnica e particolareggiata delle caratteristiche e funzionalità dei diversi LMS, verificandole nel dettaglio.

Riteniamo importante sottolineare che nessuno degli studi analizzati ha preso in considerazione in modo specifico una determinata tipologia di apprendimento, considerandone le peculiarità, le necessità o le problematiche, come ad esempio dovrebbe accadere per l’apprendimento linguistico. Oltre a ciò, dalle ricerche effettuate e dalle esperienze pratiche della sperimentazione, non è emerso in modo programmatico, da parte dei progettisti delle funzionalità delle piattaforme, un interesse verso l’apprendimento linguistico, non soltanto per quanto riguarda le specificità basate su comunicazione e interazione vocale on-line, ma nemmeno per le problematiche che emergono al momento di visualizzare correttamente accenti o caratteri particolari per lingue meno comuni come l’arabo e il russo.

Partendo da questi studi, è stato individuato un numero ristretto di piattaforme da analizzare. L’attività di sperimentazione ha quindi previsto fasi di ricerca, installazione, analisi e comparazione di diverse piattaforme.

I principali sistemi di e-learning analizzati sono i seguenti:

  • Atutor, piattaforma open-source nata da un progetto canadese. Uno degli strumenti maggiormente diffusi a livello internazionale;
  • Moodle, piattaforma open-source tra le più diffuse (la sua community supera i 70.000 utenti in tutto il mondo);
  • DoceboLMS, piattaforma open-source nata da un progetto italiano su iniziativa di Claudio Erba, docente dell’Università di Firenze;
  • Docent, piattaforma commerciale di Docent Inc. (ora SumTotalSystems), azienda americana leader nel mercato mondiale delle tecnologie e-learning;
  • T-learn, piattaforma commerciale di Tinfo S.r.l., azienda italiana di e-learning e document management.


Attraverso l’analisi e la sperimentazione di questi cinque strumenti 10, la nostra ricerca ha voluto coprire diverse tipologie di piattaforme: open-source e commerciali, nazionali e internazionali, diffuse in misura maggiore e minore. Lo studio comparativo è stato realizzato fra i mesi di aprile e luglio 2005, e quindi il riferimento è sempre a questo periodo e non tiene ovviamente conto delle release successive dei software. Tuttavia i prossimi aggiornamenti di questa ricerca terranno conto dell’evoluzione delle piattaforme valutate.

Criteri di valutazione

L’obiettivo dello studio non è quello di descrivere in modo particolareggiato le caratteristiche e funzionalità dei quattro LMS messi a confronto, lavoro che richiederebbe un’analisi approfondita di elementi prettamente tecnici e che quindi esulerebbero dai nostri interessi specifici e finalità primarie. Pertanto, dopo aver preso in considerazione i diversi modelli di valutazione proposti negli studi precedentemente citati e tenendo presente le nostre premesse metodologiche per la formazione linguistica, è stato approntato un metodo di valutazione adeguato alle esigenze del nostro Centro, o per analogia, di qualunque centro si occupi di una formazione di questo tipo. Diversi criteri specifici sono stati integrati per poter svolgere un’analisi trasversale. Le caratteristiche a nostro giudizio più rilevanti da valutare in un LMS sono state suddivise in tre categorie:

Area didattico – funzionale

  • Usabilità 11
  • Accessibilità 12
  • Funzionalità collaborative e di comunicazione
  • Manualistica 13

Area tecnologica

  • Installazione, supporto tecnico 14
  • Conformità agli standard
  • Interoperabilità e riusabilità dei contenuti
  • Tracciamento (Tracking)

Area finanziaria

  • Costi / Licenze


La scala adottata per valutare quale LMS svolga o supporti meglio una determinata funzione / caratteristica è la seguente: assente, scarso, sufficiente, buono, ottimo.

Una volta definiti i criteri e la scala di valutazione, ci si è interrogati sui seguenti quesiti: come influiscono tali criteri sulla didattica on-line?; quali di questi elementi sono da ritenere più importanti, nel caso specifico dell’apprendimento delle lingue?; quale piattaforma risponde maggiormente alle esigenze didattiche di un Centro Linguistico?.

La prima conclusione a cui si è giunti è che, a nostro avviso, non esiste la piattaforma per eccellenza, valida per ogni tipo di corso ed è pertanto indispensabile definire i propri bisogni formativi ed effettuare conseguentemente le scelte adeguate. Pertanto, le nostre valutazioni non hanno alcuna pretesa di validità generale e sono state effettuate considerando esclusivamente gli obiettivi precipui dello studio.

La valutazione

La fase di valutazione e applicazione del modello ha richiesto un lavoro di installazione delle piattaforme tecnologiche e un utilizzo approfondito delle stesse per l’analisi dei criteri. Le valutazioni finali sono riportate in modo sintetico nella seguente tabella:


Atutor

Moodle

Docebo

Docent

T-learn

Usabilità

Scarso

Buono

Buono

Scarso

Suff

Accessibilità

Ottimo

Scarso

Buono

Scarso

Suff

Funzionalità Collaborative

Buono

Ottimo

Buono

Buono

Suff

Manualistica

Suff

Buono

Scarso

Buono

Buono

Installazione, supporto tecnico

Suff

(housing)

Suff

(housing)

Scarso

(housing)

Ottimo

(hosting)

Ottimo

(hosting)

Standard

Scarso

Scarso

Buono

Buono

Buono

Costi

0

0

0

Alto

Medio

Fig. 1. Tabella comparativa che illustra le valutazioni
per ogni piattaforma in base ai criteri stabiliti (aggiornato a luglio 2005).



Osservando la tabella, si riscontrano giudizi che sembrerebbero favorire la piattaforma Atutor. Tuttavia, come suggerito nello studio comparativo dell’E-learning Lab dell’Università di Bologna (Donati, Marabini, Guidi, 2004), la scelta di una piattaforma non è matematica né derivabile dai giudizi riscontrati attraverso una valutazione sintetica come quella presentata nella tabella illustrata: occorre attribuire pesi diversi ai criteri stabiliti, in base ai propri obiettivi, alle proprie necessità e capacità (tecniche, economiche e così via).

Maggiore rilevanza è stata quindi attribuita ai seguenti elementi:

  • conformità agli standard;
  • funzionalità collaborative;
  • usabilità del sistema.

Tali elementi svolgono un ruolo cardine dal punto di vista didattico-metodologico. L’analisi del livello di adeguamento agli standard ha portato a lasciare da parte sia Moodle che Atutor, in quanto le piattaforme presentano una conformità parziale se paragonata alle altre 15. In particolare, le funzionalità di tracciamento degli utenti (ad esempio il tracciamento del risultato dei test) non risultano approfondite come quelle possibili all’interno degli altri LMS (Docebo e T-learn in testa). Questo elemento ha giocato a sfavore delle due piattaforme durante la fase di selezione, nonostante si trattasse di strumenti molto diffusi e avanzati sia dal punto di vista dell’accessibilità 16 che delle funzionalità collaborative.

Dato il tipo di approccio didattico che si intende adottare, agli strumenti di collaborazione e comunicazione è stato dato forte peso. Atutor con il modulo Acollab e Moodle con la sua particolare struttura, permettono percorsi didattici che privilegiano esperienze collaborative evolute. Per quanto riguarda T-learn non è stato possibile giudicare a fondo l’usabilità e le funzionalità collaborative, in quanto ancora in fase di sviluppo e definizione.

Altro fattore fondamentale che ha influito sull’orientamento verso un determinato LMS è stata l’usabilità. Infatti, sebbene ad esempio Docent abbia ricevuto giudizi positivi per quanto riguarda sia gli standard, sia le funzionalità di collaborazione, e sebbene sia un prodotto validissimo e tecnicamente molto avanzato e dotato, paradossalmente è stata proprio la sua ricchezza di opzioni e funzionalità disponibili ciò che ha giocato a suo sfavore, rendendolo uno strumento estremamente complesso e poco configurabile. La scarsa flessibilità e la conseguente difficoltà di personalizzazione (e quindi anche di semplificazione) di alcuni LMS, tra i quali anche Atutor, costituisce a nostro avviso un fattore di forte discriminazione.

Considerando quindi aderenza agli standard, funzionalità di collaborazione e usabilità, la piattaforma Docebo, al momento della ricerca, è stata identificata come lo strumento con le caratteristiche più adatte a soddisfare le esigenze glottodidattiche di un Centro Linguistico come il CLIRO. Si colloca, per quanto riguarda gli standard, in un gradino immediatamente superiore rispetto a Moodle, anche se quest’ultimo si avvicina di più alle potenzialità richieste per la gestione didattica globale: strumenti collaborativi, facilità di uso e di organizzazione delle risorse. In particolare le caratteristiche di usabilità rappresentano potenzialità di grande impatto su utenti non esperti che per la prima volta si avvicinano all’utilizzo delle nuove tecnologie e-learning.

Conclusioni
Sintetizziamo di seguito le caratteristiche che sono state considerate nella scelta di uno strumento e-learning in grado di rispondere alle aspettative e alle esigenze de un Centro Linguistico come il nostro. E’ possibile concludere che una piattaforma debba:

  • Essere un LMS, ovvero deve consentire l’erogazione e la gestione di materiali e contenuti didattici.
  • Avere un livello avanzato di aderenza agli standard internazionalmente riconosciuti per l’e-learning (SCORM). In particolare, è importante la possibilità di importare package IMS per permettere l’erogazione di learning objects. In questo modo non ci si lega a una determinata infrastruttura software e si possono trattare contenuti in formato standard. Inoltre, se il LMS è dotato anche di runtime environment 17, si potrà usufruire di funzionalità di tracciamento più approfondite: dal punto di vista didattico-metodologico, il monitoraggio dell’andamento dei corsisti permette di fornire un feedback puntuale, preciso e quindi più efficace per il processo di apprendimento.

  • Includere strumenti per la collaborazione (ad esempio, forum, chat, scambio file, calendario, bacheche virtuali, wiki e così via) per permettere la comunicazione e l’interazione all’interno dell’aula virtuale (per approfondimenti vedere Anzalone e Caburlotto, 2003). Queste funzionalità giocano un ruolo cruciale se l’approccio che si intende adottare è di tipo socio costruttivista (Vygotskij, 1978): infatti, grazie a strumenti di questo tipo è possibile creare aggregazioni virtuali e facilitare una costruzione cooperativa e collaborativa della conoscenza, aumentando l’interattività all’interno dei corsi on-line e le conseguenti probabilità di successo del processo formativo (Mabrito, 2005).

  • Avere un’interfaccia chiara, e accurata, che rispetti requisiti di ergonomia e usabilità. Deve essere altamente intuitiva, e facilitare l’uso dello strumento (semplicità di menu, navigazione, accesso a ciò che si cerca, e così via) e non deve provocare un disorientamento cognitivo nell’utente. La possibilità di configurare e personalizzare la piattaforma è quindi una prerogativa fondamentale per la scelta di uno strumento per la gestione di precorsi formativi in modalità e-learning.


Infine, la ricerca della piattaforma maggiormente adatta al CLIRO ha fornito l’occasione per affrontare in modo sistematico varie tematiche legate all’e-learning, e più in particolare i criteri e gli elementi rilevanti al momento di attuare una scelta che avrà poi ricadute concrete nella messa a punto di un sistema d’insegnamento efficace e nella prassi dell’apprendimento on-line.

La sperimentazione attualmente in atto all’interno delle piattaforme individuate sia per quanto riguarda materiali per l’auto apprendimento a supporto dei corsi in aula, sia per i corsi strutturati in modalità blended, prevede la valutazione degli interventi formativi e la rimodulazione dei percorsi di studio in base alle problematiche riscontrate durante la fase di monitoraggio. Questa esperienza verrà integrata in una seconda fase di ricerca che terrà anche conto degli aggiornamenti tecnologici delle piattaforme analizzate.
Valutazione dell’intervento formativo in termini di apprendimento, crescita delle competenze individuali e cambiamento organizzativo; Rimodulazione del piano formativo in base alle criticità rilevate nella fase di monitoraggio (CNIPA 2004: 27)
Fig. 1. Tabella comparativa che illustra le valutazioni
per ogni piattaforma in base ai criteri stabiliti (aggiornato a luglio 2005).


  1. La bibliografia degli studi, ricerche, materiali e corsi multimediali prodotti dal CLIRO può essere consultata al seguente indirizzo: http://www.cliro.unibo.it
  2. Sono numerosi gli studi che si possono trovare anche in rete sull’uso della tecnologia nell’apprendimento delle lingue. Tra i principali, ricordiamo la rivista Language Learning and Technology http://llt.msu.edu/ ; la rivista in spagnolo Carabela http://www.lacarabela.com/ ; l’International Journal of English Studies; Computer Assisted Language Instruction Consortium http://calico.org , per citarne solo alcune.
  3. Per approfondimenti sulle diverse tipologie di e-learning vedere il testo di Ranieri (2005) in cui appare la distinzione tra: content and support, wrap around; integrated model.
  4. Le piattaforme e-learning vengono distinte in LMS (Learning Management System), software per la gestione di corsi e LCMS (Learning Content Management System), software per la creazione di contenuti. Tuttavia, la distinzione non è netta né ben definita, in quanto la maggior parte dei LMS include funzionalità per la creazione di contenuti. Per comodità verrà utilizzato l’acronimo LMS per includere le due tipologie.
  5. L’ADL (Advanced Distributed Learning) è un’organizzazione che porta avanti un’iniziativa sponsorizzata dal Dipartimento della Difesa (DoD) degli Stati Uniti. Si tratta di un programma di collaborazione tra governo, industria e università il cui obiettivo è definire come rendere interoperabili gli strumenti di apprendimento e i contenuti. Per approfondimenti consultare il sito http://www.adlnet.org .
  6. DECRETO 17 aprile 2003 (GU n. 98 del 29-4-2003). Criteri e procedure di accreditamento dei corsi di studio a distanza delle università statali e non statali e delle istituzioni universitarie abilitate a rilasciare titoli accademici di cui all'art. 3 del decreto 3 novembre 1999, n. 509.
  7. La licenza GNU GPL (General Public License) è una licenza per il software libero che permette all'utente l’utilizzo, copia, modifica e distribuzione; è una delle licenze per software libero più usate. Per approfondimenti consultare http://www.gnu.org/licenses/gpl.html .
  8. Per una panoramica sui vantaggi dell’open-source in ambito accademico, vedere Brandl, 2005; Rotta, 2005a; Rotta, 2005b; Monaco, 2002; Pettinari & Rotta, 2005.
  9. Piattaforme come Balckboard o WebCT sono prodotti comunque molto diffusi, anche grazie alla stabilità che hanno dimostrato negli anni (Román, 2002).
  10. Per approfondimenti sulle diverse piattaforme analizzate vedere: Atutor http://www.atutor.ca ; Docebo http://www.docebolms.org ; Moodle http://moodle.org ; Docent (piattaforma della Sum Total Systems) http://www.sumtotalsystems.com/ ; T-learn http://www.tinfo.it , http://campus.tinfo.it/ .
  11. L’usabilità nel presente studio viene intesa sia come facilità d’uso anche come possibilità di rendere flessibile la configurazione del sistema. Ad esempio, la possibilità di semplificare l’interfaccia grafica, ridurre i menu, rinominare le voci, eliminare elementi ritenuti non consoni al tipo di apprendimento.
  12. Una piattaforma si considera accessibile quando anche utenti diversamente abili possono utilizzarla, indipendentemente dalle disabilità e dalle tecnologie che usano.
  13. Per manualistica intendiamo principalmente il supporto dato al docente e allo studente, sia con manuali veri e propri che con altri tipi di supporto come Forum e altre informazioni generiche reperibili in rete, a cura della comunità degli utenti.
  14. Questo elemento include anche le operazioni di mantenimento, aggiornamento della versione della piattaforma ecc. Per quanto riguarda la facilità di installazione, sottolineiamo l’importanza dell’utilizzo di sistemi standard (Windows + IIS o Linux + Apache + MySQL + PHP). Ovviamente, le competenze per l’istallazione sono riferite a quelle di un tecnico informatico.
  15. Al momento dello studio, per quanto riguarda la conformità agli standard, per Atutor non è ancora stato sviluppato il modulo di SCORM chiamato runtime environment, necessario per un’adeguata comunicazione tra learning object e LMS. Moodle invece non supporta lo standard IMS per l’importazione dei package di contenuti, come del resto emerge dall’analisi di (Donati, Marabini, Guidi, 2004). Naturalmente, dato il rapido progredire di questo tipo di tecnologie, è normale che con il tempo i diversi LMS si evolvano e aumentino il livello di adeguamento agli standard.
  16. Il CLIRO ha ritenuto opportuno, almeno per la prima fase di sperimentazione con strumenti e-learning, accantonare questa problematica alquanto ostica. Dal punto di vista tecnico, è ancora oggi difficile realizzare materiale digitale multimediale secondo le specifiche di accessibilità (WAI, Web Accessibility Initiative), e, dato anche il particolare ambito didattico, quello linguistico, in cui elementi audio e video sono fondamentali per l’apprendimento, non è per ora possibile pensare a un e-learning accessibile. Inoltre, bisogna considerare che alcune funzionalità degli LMS in standard SCORM non sono accessibili per definizione. Paradossalmente, una piattaforma con un alto livello di adesione agli standard non riceverà un punteggio alto per l’accessibilità.
  17. Vedere nota n. 15.

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Autore/i
Lingue
en, it, de, es, fr, pl
Data di pubblicazione
 01 February 2006
Area di interesse:
Istruzione Superiore
Tag
  • case studies
  • open source
Paese
Italia
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